Piccolissime dosi per risolvere grandi problemi.

È la logica del microdosing, l'assunzione di dosi sub-percettive di sostanze psichedeliche, come Lsd o psilocibina, per il trattamento di diversi disturbi psichiatrici: dalla depressione all'ansia fino al disturbo da stress post-traumatico. Il tema è stato affrontato nella seconda giornata del XXVII congresso nazionale della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf), in corso a Milano fino a domani.

"Dopo averli banditi per circa mezzo secolo, perché ritenuti ad alto rischio e privi di valore medico, gli psichedelici sono tornati al centro dell'interesse scientifico mostrando un enorme potenziale terapeutico - dichiara Claudio Mencacci, psichiatra, direttore emerito del dipartimento di Neuroscienze dell'ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano e co-presidente Sinpf -. Gli studi più recenti indicano che microdosi di psilocibina e Lsd, pari a circa il 5-10% di una dose standard, siano in grado di 'resettare' i circuiti neurali coinvolti in patologie come la depressione maggiore e il disturbo da stress post-traumatico (Ptsd), favorendo la crescita di spine dendritiche, i mattoni neurali dell'apprendimento e della memoria, e migliorando la connettività sinaptica".