La II sezione penale della Corte d'Appello di Torino non ha concesso l'estradizione richiesta dalle autorità brasiliane di un cittadino italiano nato a Buenos Aires (Argentina) accusato, in Brasile, di "atti sessuali con minorenne", per le criticità delle condizioni di vita nelle carceri del Paese sudamericano.
L'uomo, Pablo Daniel Castro, di 47 anni, è stato condannato il 26 Luglio 2024 a 15 anni e 11 mesi di reclusione dal tribunale di Belo Horizonte per reati commessi nel novembre 2015.
Sulla scorta di un mandato d'arresto, Castro era stato arrestato a Pragelato (Torino) il 1 luglio 2025, e non aveva dato consenso all'estradizione come ribadito dai suoi legali Alexandro Maria Tirelli e Francesca Monticone, nonostante tra i due Paesi esista un trattato di estradizione bilaterale.
La Corte aveva chiesto alle autorità brasiliane - tra l'altro - indicazioni sul carcere dove Castro era destinato, dimensioni, arredi e servizi della cella, attività nella carcerazione.
I termini per la risposta (70 giorni) sono scaduti e, sulla scorta di report (Unhcr, Comitato Onu e sentenze della Corte Suprema federale del Brasile in cui si parla di trattamenti inumani della detenzione in Brasile), la Corte ha negato l'estradizione.






