Sulla bacheca Facebook di Vito Nettis campeggia la foto della tomba della figlia, Patrizia Nettis, modificata con un riquadro: nata a Gioia del Colle e assassinata a Fasano, si legge. «Io non credo alla tesi del suicidio e l’alternativa è che sia stata ammazzata», dice. Sul caso della 41enne, trovata impiccata al soppalco della sua abitazione fasanese il 29 giugno 2023, la gip Vilma Gilli ha disposto un surplus d’indagine. Specie sulle celle telefoniche dei due uomini che per ultimi l’avrebbero vista quella notte, uno dei quali indagato per istigazione al suicidio.
Ora ci saranno ulteriori indagini sulla morte di sua figlia Patrizia.
«La gip ha accolto alcuni dei punti da noi indicati nell’atto di opposizione. Noi, però, avevamo chiesto in primis l’autopsia. Siamo in parte soddisfatti».
Qual è stato il sentimento prevalente in quest’anno di attesa?
«Di profondo sconcerto. Dopo la morte di Patrizia abbiamo subito capito che le indagini erano partite col piede sbagliato».







