Arrivati in Australia migliaia di anni fa, simbolo della fauna selvatica e parte integrante della cultura indigena, i cani Dingo sono oggi al centro di un acceso scontro. La morte di una turista canadese su un’isola patrimonio Unesco ha riaperto il dibattito sulla convivenza tra uomini e predatori. E la scelta di abbattere alcuni esemplari ha scatenato una forte reazione pubblica e scientifica.
Il ritrovamento del corpo e la decisione delle autorità
Il governo del Queensland ha confermato l’abbattimento di sei cani Dingo sull’isola di K’gari, al largo della costa orientale dell’Australia, dopo la morte della 19enne canadese Piper James, trovata senza vita il 19 gennaio su una spiaggia vicino al relitto della SS Maheno.
Secondo le autorità, gli animali facevano parte di un branco di circa dieci esemplari visto aggirarsi attorno al corpo della ragazza. La decisione di procedere con l’eutanasia è arrivata dopo che i ranger avevano osservato quello che il governo ha definito un comportamento “aggressivo”.
Il ministro dell’Ambiente e del Turismo del Queensland, Andrew Powell, ha dichiarato ai giornalisti che sei animali erano già stati soppressi: “Ovviamente, l’operazione continuerà”.








