CITTADELLA (PADOVA) - La sera del 19 settembre Paolo Negroni ha fatto tutto da solo. Ha scavalcato la recinzione del cimitero di Cittadella, ha rotto il loculo che ospitava le ceneri di Francesco Pierobon – papà di Luca, sindaco della città murata – e ha rubato l’urna funeraria per poi nasconderla. È la conclusione alla quale è arrivato il sostituto procuratore Sergio Dini che nei giorni scorsi ha chiesto il processo per il 60enne di Fontaniva accusato di sottrazione di cadavere e di calunnia per aver provato ad addossare la colpa su due suoi lontani conoscenti che, prima, si sono trovati indagati e ora sono parti offese del castello di menzogne costruito dall’indagato.

La mattina del 20 settembre, alla riapertura del camposanto, il custode si accorge che nella notte qualcuno aveva danneggiato un loculo e aveva rubato le ceneri custodite al suo interno. È bastato guardare a terra la protezione in marmo per capire che si trattava delle ceneri del padre del sindaco. Una circostanza che portava lo stesso primo cittadino e gli inquirenti a sospettare che dietro al gesto ci fossero ragioni legate al ruolo del figlio del de cuius.

Non appena la notizia si era diffusa in paese, Paolo Negroni – personaggio già noto alle forze dell’ordine dell’Alta padovana – si presentava in caserma a Cittadella per dare la propria versione dei fatti. Al carabiniere incaricato di raccogliere il sui racconto, Negroni diceva di conoscere i responsabili e faceva il nome di due persone che venivano subito identificate e indagate, in attesa che le telecamere di sicurezza della zona restituissero qualche elemento certo da sovrapporre alla testimonianza del 60enne. Il 30 settembre, dieci giorni dopo la prima deposizione – mentre gli accertamenti erano ancora in corso e nessuno sospettava di lui – Negroni bussava una seconda volta alla caserma dell’Arma per dire ai militari che l’urna con le ceneri del padre del sindaco era stata nascosta in una strada non distante dalla stazione ferroviaria di Cittadella. Recuperata l’urna, le indagini hanno preso la rotta decisiva: troppi i particolari conosciuti da Negroni per non far sospettare di lui.