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Il gip Roberto Crepaldi ordina la archiviazione dell’inchiesta per i due autisti del 15 e del 3 che lo scorso anno investirono il 26enne, che era sdraiato sui binari ma per "considerazioni diverse rispetto a quelle del pm"
Il conducente del tram che ha investito Kevin Mateo Rodriguez, il 26enne travolto e ucciso da due tram, uno dopo l’altro, in viale Missaglia a Milano un anno fa, era distratto dalla visione del telefonino la cui web cam era accesa su una località sciistica a Livigno e questo costituisce “un profilo di colpa”. Ma il fatto che fosse al telefono è “del tutto irrilevante” ai fini della sua responsabilità nella morte del giovane: l’incidente, secondo il giudice, sarebbe avvenuto comunque. “Anche se il conducente non fosse stato distratto e avesse avvistato il corpo non appena possibile (vale a dire quando i fari del mezzo lo avrebbero illuminato) l’impatto sarebbe stato inevitabile e, con esso la morte della vittima”, si legge nel provvedimento del gup Roberto Crepaldi. Da qui l'archiviazione dei due autisti, sia quello del 15, il tram che ha investito il giovane per primo, uccidendolo, che per quello del 3, che ha travolto i poveri resti del giovane che era già morto. I due conducenti erano difesi dagli avvocati Benedetto Tusa e Simone Giordano.






