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29 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 19:06
L’annuncio è arrivato da Kaja Kallas. “La repressione non può restare senza risposta – ha scritto sui social l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue -. I ministri degli Esteri dell’Ue hanno appena compiuto il passo decisivo di designare la Guardia rivoluzionaria iraniana come organizzazione terroristica. Ogni regime che uccide migliaia di suoi concittadini sta lavorando per la propria rovina”. E’ emerso “il consenso” sulla definizione dei pasdaran come organizzazione terroristica ma “questo non significa che non si debba dialogare” con Teheran, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Consiglio esteri riunito a Bruxelles. A far cambiare linea all’Italia, ha spiegato il capo della Farnesina, sono state “le migliaia e migliaia di morti che ci sono stati, trenta mila forse non sappiamo. Si parla di una carneficina, se a Gaza sono ci sono stati sessanta mila morti e in Iran trenta mila allora è una situazione paragonabile a Gaza, e davanti a tutto questo per forza dovevamo avere un atteggiamento di condanna”.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha definito la decisione “un grave errore strategico“. “Diversi Paesi stanno attualmente tentando di evitare lo scoppio di una guerra totale nella nostra regione. Nessuno di loro è europeo. L’Europa è invece impegnata ad alimentare il fuoco”, ha affermato il capo della diplomazia di Teheran in un messaggio su X. “Dopo aver perseguito la strategia dello ‘snapback’ (ovvero il ripristino delle sanzioni nucleari, ndr) su richiesta degli Stati Uniti, sta ora commettendo un altro grave errore strategico, definendo le nostre forze armate nazionali come una presunta ‘organizzazione terroristicà”, ha dichiarato ancora Araghchi. “Inoltre, poiché il continente subirà sicuramente un massiccio impatto da una guerra totale nella nostra regione, tra cui le conseguenze a catena dell’aumento dei prezzi dell’energia, l’attuale posizione dell’Ue è profondamente dannosa per i suoi stessi interessi”, ha aggiunto il ministro iraniano.










