Dan Peguine è un imprenditore del settore tecnologico e consulente di marketing. Vive a Lisbona e lascia che Moltbot, un assistente di intelligenza artificiale a tema aragosta sorprendentemente brillante, gestisca gran parte delle sue attività quotidiane.Peguine si definisce un early adopter e un cacciatore di tendenze. Ha scoperto Moltbot alcune settimane fa, quando si chiamava ancora Clawdbot, mentre discuteva con alcuni amici su WhatsApp di un progetto di vibe coding. Dopo averlo installato sul computer, ha collegato il sistema a diverse app e account online, tra cui Google Apps, ed è rimasto sbalordito dalle sue capacità.“L’ho provato, mi ha incuriosito e poi ne sono diventato davvero ossessionato”, racconta Peguine. “Sono riuscito ad automatizzare praticamente qualsiasi cosa. Era magico”.Moltbot fa sembrare antiquati gli assistenti AI tradizionali, come Siri e Alexa. È progettato per funzionare in modo continuo sul computer dell’utente e portare a termine i compiti che gli vengono assegnati comunicando con diversi modelli di AI, applicazioni e servizi online. Gli utenti possono interagire con lui tramite WhatsApp, Telegram o altre app di messaggistica. Mentre gli assistenti convenzionali sono limitati nelle domande a cui possono rispondere e nelle azioni che possono eseguire, Moltbot è in grado di svolgere una gamma pressoché infinita di attività che coinvolgono app diverse, attività di programmazione e l'uso del web.Peguine utilizza il suo Moltbot, che ha ribattezzato “Pokey”, per ricevere briefing mattutini, organizzare la giornata lavorativa in modo da massimizzare la produttività, fissare riunioni, tenere in ordine l’agenda e occuparsi delle fatture. Pokey avvisa addirittura lui e sua moglie quando i figli devono consegnare un compito o hanno una verifica.I fan appassionati (e spericolati) di MoltbotPeguine è solo uno dei numerosi nuovi seguaci di Moltbot. Negli ultimi giorni, l’assistente AI ha attirato grande attenzione sui social media, man mano che sviluppatori, professionisti e appassionati di tecnologia hanno iniziato a scoprirne le capacità di organizzazione, automazione e utilità generale.“È la prima volta che ho la sensazione di vivere nel futuro dai tempi del lancio di ChatGPT”, ha commentato su X Dave Morin, un altro fan di Moltbot.“Dà la stessa scarica di adrenalina di quando abbiamo visto per la prima volta la potenza di ChatGPT, DeepSeek e Claude Code”, ha scritto Abhishek Katiyar, un utente di X che dice di lavorare per Amazon. “Ti rendi conto che è in corso un cambiamento fondamentale”. “Il futuro è qui” è diventato un ritornello ricorrente tra i fan più accaniti.Sebbene l’AI agentica sia notoriamente imperfetta, alcuni ammiratori di Moltbot stanno chiaramente utilizzando il sistema per automatizzare attività ad alto rischio.André Foeken, direttore tecnico di un’azienda sanitaria nei Paesi Bassi, racconta di aver fornito a Moltbot i dati della sua carta di credito e l’accesso al suo account Amazon, per poi inviargli un messaggio chiedendogli di effettuare acquisti al posto suo. “Gli avevo fatto analizzare i miei messaggi e ha ordinato automaticamente alcune cose. È fantastico ma è il motivo per cui ho disattivato la scansione dei messaggi 🤣”, ha raccontato Foeken a Wired. Altri utenti hanno condiviso screenshot che mostrano l'assistente impegnato a svolgere ricerche e fornire consigli sugli investimenti in borsa.Negli ultimi giorni l’entusiasmo attorno a Moltbot ha raggiunto livelli tali che l’idea di acquistare un Mac mini solo per far girare il nuovo assistente è diventata rapidamente un meme, mentre gli utenti che scherzano su modalità di utilizzo sempre più assurde. Inaspettatamente, l’interesse per il sistema AI avrebbe persino innescato un rialzo del titolo di Cloudflare, nonostante l’azienda non abbia alcun legame con il progetto.Le origini dell'assistente del momentoMoltbot è stato lanciato lo scorso novembre con il nome di Clawdbot dallo sviluppatore indipendente Peter Steinberger. La settimana del 26 gennaio l’assistente è stato ribattezzato su richiesta di Anthropic, per via dell'assonanza con Claude, la famiglia di modelli AI dell'azienda.Steinberger racconta di aver iniziato a costruire Moltbot come esperimento mentre cercava di dare in pasto immagini e altri file a modelli specializzati nella programmazione. Si è reso conto che il progetto aveva un potenziale molto più ampio quando, dopo aver provato a inviare un messaggio vocale, ha visto che il suo prototipo stava digitando una risposta.“Ho scritto: ‘Come diavolo hai fatto?’”, racconta Steinberger. Lo strumento gli ha spiegato di aver analizzato il file, riconosciuto che si trattava di un formato audio e individuato sul computer una chiave utilizzabile per accedere a Whisper, il servizio di trascrizione vocale di OpenAI. A quel punto lo ha convertito in testo e lo ha letto. “È stato il momento in cui ho pensato: cazzo”, dice. “Questi modelli sono davvero creativi se gli dai potere”.Lo sviluppatore ha quindi deciso di trasformare Clawdbot in qualcosa di più avanzato perché ritiene che usare assistenti AI non debba per forza implicare la consegna dei propri dati al cloud. È convinto che tutte le aziende di AI lanceranno assistenti personali nel 2026. “Ma finora non ho visto nessuno porsi davvero la domanda: ‘come posso avere tutto questo e allo stesso tempo rimanere proprietario dei miei dati?’”, spiega. “Per me era una cosa sufficientemente importante da essere esplorata”.Quando Steinberger ha mostrato il suo assistente AI ormai completo ad alcuni amici, loro hanno voluto subito installarlo anche senza avere particolari competenze tecniche. Moltbot è diventato virale per la prima volta il primo gennaio, quando il suo creator ha pubblicato un bot personale sul server Discord del progetto, permettendo ad altri di usarlo.Steinberger sottolinea che Moltbot non è particolarmente sofisticato. “In un certo senso mette insieme alcune cose che esistono già”, osserva. “Ma quello che conta davvero è come ti fa sentire”. Aggiunge di essere rimasto sorpreso dalla recente impennata di interesse, quando molti utenti alle prime armi che hanno iniziato a riempire il server Discord del progetto di domande basilari sulla configurazione. “A essere onesti, non è ancora pronto per essere installato dagli utenti comuni”, precisa. “Almeno i miei primi utenti sapevano in cosa si stavano cacciando”.Limiti e compromessi di MoltbotPer quanto Moltbot possa sembrare quasi “magico”, l’installazione e il setup sono tutt’altro che semplici e presentano anche alcune criticità legate alla sicurezza nell’era dell’AI.Per configurare il sistema è innanzitutto necessario mettere mano alla riga di comando, ottenere chiavi Api per diversi servizi e ricorrere a una serie di accorgimenti per impostare la comunicazione tramite WhatsApp e piattaforme simili.Negli ultimi giorni diversi utenti si sono lamentati dopo aver cancellato accidentalmente alcuni dati durante la configurazione, oppure per aver trovato il sistema molto costoso in termini di token quando il bot si soffermava a ragionare su problemi complessi. Steinberger afferma di aver però risolto quest’ultimo problema e di aver fatto progressi anche su altre criticità nell’ultima versione.Uno dei motivi per cui Moltbot ha preso piede così rapidamente è che, una volta configurato, riesce a combinare competenze tecniche e facilità di comunicazione con una personalità coerente e riconoscibile.All’avvio, è possibile assegnare una personalità all’assistente. Tra le opzioni predefinite ci sono “trash panda energy, chaotic neutral”, “everything’s fine” e “classic gremlin” (quella per cui ho optato). Il carattere selezionato viene poi salvato in un file locale chiamato Soul.md. Moltbot inoltre conserva le conversazioni precedenti e altre informazioni su file aggiuntivi che funzionano come una sorta di memoria a lungo termine. Questo lo fa sembrare più simile a un vero assistente rispetto ai chatbot comuni, che spesso dimenticano le interazioni e nella migliore delle ipotesi conoscono solo il nome dell’utente.Moltbot richiede competenze tecniche e una certa pazienza. Non è pensato per essere eseguito su computer accessibili al pubblico in quanto può finire per esporre informazioni personali. Senza contare il rischio di un attacco di tipo prompt injection, una tecnica in cui un cybercriminale utilizza un’email o un file per indurre il modello AI dell’assistente a rivelare dati sensibili.“C’è un compromesso in termini di sicurezza”, ammette Peguine, che ciononostante spera di utilizzare Moltbot in un modo nuovo e ancora più ambizioso, affidandogli la gestione della piccola impresa di famiglia.Al momento l'imprenditore di Lisbona sta insegnando a suo padre, che gestisce un’azienda israeliana di forniture di tè, a usare il sistema per organizzare le fatture, tenere sotto controllo le scorte e comunicare con i clienti. “La cosa bella è che si tratta di un sistema generale”, dice Peguine. “Penso che possa gestire un’azienda”.Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.
Che cos'è Moltbot, l'assistente AI sulla bocca di tutti a cui gli utenti stanno affidando la vita quotidiana
Il sistema creato da uno sviluppatore indipendente è diventato virale per le sue capacità sofisticate, ma non è alla portata di tutti e pone qualche rischio









