Le grandi città italiane sono sempre più insicure, la colpa va agli amministratori locali o, più in generale, a un governo incapace di garantire la sicurezza? È la domanda sul tavolo di 4 di Sera, programma di approfondimento di Rete4 condotto da Paolo Del Debbio. E si torna a parlare dell’uccisione di Abderrahim Mansouri, giovane di 28 anni, caduto sotto i colpi di un agente di polizia durante un controllo antidroga nel quartiere di Rogoredo, a Milano. Il ragazzo avrebbe puntato una pistola contro gli agenti e la risposta gli è stata fatale.
In studio c’è Gianluigi Paragone, che difende l’azione del poliziotto: “Forse sarebbe stato il caso di cercare di non avviare una procedura nei confronti del poliziotto, per quanto sia sempre a tutela della persona. Questo per dare un messaggio che è un messaggio non politico, nel senso di adesione a un partito o a un governo, ma è politico nel senso di sociale. Un agente delle forze dell'ordine, in un tempo assolutamente ristretto, ha difeso l'esercizio della forza pubblica in un luogo dove o controlli il territorio, essendo forza pubblica, essendo lo Stato, oppure vince l'anti-Stato, perché è il motivo per cui quel ragazzo è andato con un'arma, non è un'arma giocattolo. È un'arma finta, è differente, è andato lì perché lui doveva difendere il territorio dalle forze dell'ordine, perché quello è il suo luogo, in cui il business genera e si consuma”.













