Serietà, competenza, trasparenza: tra parole d'ordine dalle quali nessun ambito sanitario può prescindere, nemmeno quello degli odontoiatri. Purtroppo, non sempre funziona così: è di oggi la notizia del gestore di un centro condannato per avere estratto undici denti in un colpo solo ad una signora di Genova che ovviamente è poi finita in pronto soccorso a causa di emorragia: continuava ad esercitare, se così si può dire, nonostante l'Ordine lo avesse cancellato dall'albo degli odontoiatri. Non ultimo, anzi: la donna aveva contattato lo studio su Facebook. Un caso plastico delle trappole in cui si può finire avventurandosi nei social.
Quali sono le “esche” più comuni
Le esche sono sempre le stesse, a ben vedere: una “vetrina” promettente, molte assicurazioni, prezzi vantaggiosi. Non è un caso se la Commissione Albo Odontoiatri di Torino lancia ripetuti appelli per mettere in guardia: l'ultimo non più tardi di un mese fa nella persona di Marta Mello, la presidente, a seguito di un altro caso: la vicenda del finto dentista che pubblicizzava il suo studio su Internet, rubava l'identità a un inconsapevole dermatologo e ora è a processo per esercizio abusivo della professione, falso, sostituzione di persona e ricettazione. Uno dei pazienti truffati ha ammesso di aver deciso di contattare quello studio dopo aver trovato su Google un annuncio che proponeva allineatori trasparenti a prezzi molto vantaggiosi.







