I politici svizzeri replicano in modo stizzito alla decisione dell’Italia di ritirare l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, dopo la scarcerazione di Jacques Moretti, fino a quando non ci sarà collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Stati e sarà costituita una squadra investigativa congiunta. Nel corso di un programma di Rsi, la televisione della Svizzera italiana, il parlamentare Alex Farinelli dei Liberali radicali (centrodestra, stesso partito del sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud) ha replicato al governo italiano: «A questo attacco frontale bisogna rispondere in modo molto chiaro dicendo che noi non ci facciamo ricattare da un altro Paese. Se l’ambasciatore italiano deve restare a Roma, per me può continuare a mangiare la pasta all’amatriciana per diverse settimane, fino a quando il governo italiano non avrà capito che tra Stati non si lavora così.

Un’ingerenza di questo tipo, in cui si subordina la riapertura delle relazioni diplomatiche ordinarie a un’intromissione in indagini giudiziarie, è qualcosa di semplicemente inaccettabile». Simili le dichiarazioni di Piero Marchesi, presidente dell'UDC Ticino, partito di destra conservatrice e sovranista: «Quest’azione del governo italiano è a dir poco vergognosa e mi aspetto una reazione altrettanto muscolosa da parte del Consiglio Federale. Devono rispettare la Svizzera e rispettare la separazione dei poteri che esiste da noi». Anche a sinistra le reazioni sono simili. Dice il presidente della Commissione della Politica Estera del Consiglio degli Stati Carlo Sommaruga (PS), che si rivolge ad Antonio Tajani: «Non sta a un ministro degli Affari esteri di un altro Paese dire a un Paese sovrano come organizzare la giustizia. Questo è un problema interno e non di competenza di uno Stato straniero».