Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Un evento climatico come Harry, non è soltanto maltempo, è precarietà che diventa destino

Accade che la furia degli elementi si faccia epifania di fragilità, "andiamo in pezzi! Si schianta tutto!". Accade che il mondo crolla e diventa un canyon, come nella città di Niscemi, perché forse nessuno si cura del territorio come si dovrebbe (alla manutenzione, l'Italia preferisce l'inaugurazione, diceva Leo Longanesi), e perché la natura come nel caso del ciclone Harry passato per le coste sicule ci ricorda chi è lei e chi siamo noi, e qui il pensiero corre a Gioachino Belli (io sono io, e voi non siete un cazzo). E a proposito di Harry e la Sicilia, "dà voce alla ciurma! Qui coliamo a picco!", pare che sia passato un motivetto che diceva pressappoco che essendo abusivi nelle costruzioni, i cicloni diventano quasi una punizione del cielo. "Andate, la commedia è finita". Va detto che abusiva l'Italia lo è fino al midollo (un midollo di solito condonato), e trascurata lo è altrettanto. "Bada malabestia, che se trascuri i miei comandi, ti riempirò di crampi le ossa". L'abusivismo, ovunque si trovi, aggrava le nostre vulnerabilità. "Parla piano però, che qui c'è un silenzio profondo".