Un sistema collaudato. L'operazione, condotta dalla polizia - Squadra Mobile di Caserta e dalla Guardia di Finanza - Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma e coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina, ha fatto luce su un articolato meccanismo di truffe assicurative legate a incidenti stradali inesistenti che ha fruttato agli organizzatori profitti milionari.

Le indagini hanno ricostruito un vero e proprio sistema criminale che aveva come obiettivo il controllo dell'intero iter giudiziario, dalle consulenze tecniche fino alla pronuncia del Giudice di Pace. Non si trattava semplicemente di organizzare falsi incidenti, ma di gestire l'intera filiera del processo per garantirsi sentenze favorevoli.

Gli avvocati indagati avevano costruito una rete di complicità che coinvolgeva più livelli: gestivano i rapporti con i consulenti tecnici nominati dai giudici per ottenere perizie favorevoli e gonfiate, intrattenevano contatti con i medici legali e i rappresentanti delle compagnie assicurative, e soprattutto avevano corrotto alcuni giudici di pace per assicurarsi sentenze compiacenti che accogliessero le richieste di risarcimento.