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29 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:06

L’antisemitismo non è ancora scomparso in Germania, lo ha ammesso sgomento il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier in un’intervista alla ARD in occasione della Giornata della Memoria. Però sempre più ebrei americani, discendenti da profughi tedeschi della Seconda guerra mondiale, richiedono la cittadinanza della Repubblica Federale Tedesca per sfuggire all’antisemitismo più forte negli Usa, o anche all’amministrazione Trump.

La doppia cittadinanza offre molti vantaggi, non ultimo serve per studiare o lavorare più facilmente in Europa. Giselle Ucar è stata presente per il primo canale della tv pubblica tedesca ad una cerimonia di naturalizzazione svoltasi al Consolato Generale di New York con 81 neo cittadini tedeschi, tutti discendenti di perseguitati dal nazismo, dove ha raccolto alcune testimonianze. Alla base della decisione di Danielle Michelson, 31 anni, c’è l’attuale clima politico in America, dove secondo l’Fbi, non ci sono mai stati così tanti attacchi antisemiti come negli ultimi anni. Quasi il 70% dei crimini d’odio basati sull’affiliazione religiosa nel 2024 ha preso di mira gli ebrei. “È bene avere una rete di sicurezza”, ha spiegato alla cronista Michelson. Più esplicita Suzy, un’altra neo-tedesca che la reporter non identifica per cognome: “Non credo che mio padre, che fuggì dai nazisti, l’avrebbe approvato. Ma mia madre ha commentato: non poteva sapere che Trump sarebbe diventato presidente e che tutto questo sarebbe successo”.