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A pochi giorni dal via dei Giochi sarebbe stato forse meglio ragionare più da sindaco della città che ospita un evento mondiale

La storia non sempre insegna. E allora a chi ha poca memoria serve ricordare cosa successe a Milano il primo maggio di 10 anni fa quando, nel giorno dell'inaugurazione di Expo, autonomi, black bloc e compagnia bella misero a ferro e fuoco la città per contestare il modello economico e sociale dell'Esposizione universale. Facendo gli scongiuri del caso si va verso una vigilia olimpica non proprio tranquilla. Sabato Pd, Cgil e compagni scenderanno in piazza per dire no a una decina di investigatori dell'Ice che, da una sala del Consolato americano, contribuiranno a garantire la sicurezza degli atleti e della delegazione americana come peraltro è sempre avvenuto anche in altre edizioni dei Giochi, al G7 al G8 e via elencando. Nei giorni successivi sfileranno invece i movimenti studenteschi e il 6 febbraio, giorno dell'inaugurazione al Meazza, la "rete" che coordina i movimenti dell'autonomia si sta mobilitando per organizzare la "resistenza" contro le ingerenze del capitalismo "amerikano" e, testuali parole, la "gestapo di Donald Trump". Isomma tira aria pesante.