"Per affrontare situazioni come quella di Rogoredo e per intervenire contro i reati predatori servono politiche di ampio respiro che devono essere concertate tra governo, regione e comune, occorrono uomini e mezzi e la capacità di sottrarre i tossicodipendenti dal mercato della droga. Ognuno deve fare la sua parte, da Roma deve arrivare un sostegno maggiore e non si può pretendere che la polizia municipale svolga funzioni di ordine pubblico perché non ha l'accesso alla SDI, la banca dati interforze del ministero dell'Interno, che consentirebbe una mappatura della delinquenza”.
Toh, la sinistra si è accorta che a Milano c'è un problema sicurezza. A risvegliare le coscienze dei progressisti ci ha pensato il caso di Rogoredo, dove uno spacciatore marocchino di 28 anni è stato accidentalmente ucciso dalla polizia perché impugnava una pistola a salve. Come spiega il Foglio, il sindaco Beppe Sala in realtà si è accorto da tempo che qualcosa - più di qualcosa - nella sua città non funziona. Altrimenti non si spiegherebbe la decisione di esautorare Franco Granelli, l'assessore che negli ultimi due anni lo aveva assistito. Un fatto anomalo per l'amministrazione comunale perché non si era mai visto un sindaco occuparsi dei vigili. Come se ciò non bastasse, il primo cittadino di Milano ha dato il ben servito anche all'ex capo della polizia Franco Gabrielli, che aveva chiamato come consulente.















