A smentire Jessica Moretti, la proprietaria del Constellation che, coerente con la nuova linea difensiva annunciata prima degli ultimi interrogatori dai suoi legali, prova a dipingere un quadro di irreprensibilità e rispetto delle regole nella gestione degli affari e della loro vita da parte sua e del marito, come se non bastassero i fatti, ci sono le immagini.

La dimostrazione evidente, se ancora fosse necessaria, che le minime regole di sicurezza non venivano rispettate la mostrano le foto pubblicate sulle pagine social del Constellation, cancellate dalla stessa Jessica a poche ore dall’incendio, causato proprio da quelle che lei chiama «fontane magiche», che ha ucciso 40 persone e ne ha ferite 116. Nella sua nuova parte, Jessica continua a ripetere di trovare «inspiegabile» l’accaduto. Ed è l’avvocato di alcune famiglie, Romain Jordan che, dopo le sue dichiarazioni sul rispetto della regole di sicurezza, le chiede se mettere in bocca le fiaccole fosse un’abitudine del locale.

Jessica spiega che in genere le fiaccole venivano portate «in una ciotola che contiene cubetti di ghiaccio e acqua. Altrimenti – aggiunge – le fontanelle dovevano essere recuperate dal bar. Bisognava fare attenzione quando le portavano al tavolo, per evitare capelli, giacche, legna e tavoli, poiché rimangono calde. L’istruzione principale era di recuperarle». Eppure nelle immagini sembra proprio che siano i giovanissimi clienti a metterle in bocca accese.