Gentile Direttore, definire le Province un “costo inutile” è uno slogan facile, ma fuorviante. Le Province non servono ovunque allo stesso modo: questo è un dato di fatto. Ma proprio per questo sono particolarmente necessarie nelle aree periferiche, montane e di confine, dove lo Stato è più distante. Continuare a indicarle come simbolo dello spreco significa evitare una discussione seria. C’è poi un nodo che viene sistematicamente eluso: la democrazia non è una spesa. La politica è un investimento e la partecipazione dei cittadini non è mai tempo o denaro buttati. Votare per enti elettivi rafforza il legame tra istituzioni e comunità; svuotarli o delegittimarli alimenta invece disaffezione, sfiducia e distanza dalla cosa. Ignorare questo principio significa alimentare proprio quel populismo che oggi ha buon gioco nel dipingere la politica come inutile. È comprensibile che non tutti i territori sentano il bisogno di una Provincia forte. Ma per realtà come il Bellunese – montana, periferica, circondata da Regioni a statuto speciale – questa esigenza è concreta e profondamente sentita. Un riordino degli enti territoriali è oggi più che mai urgente. Ma va fatto ponendosi una domanda chiave: quale assetto risponde davvero ai bisogni dei cittadini? Per il Bellunese la risposta è chiara: serve una Provincia forte, elettiva e rappresentativa.
Province, Papetti: «Belluno ne ha bisogno? Ma allora discutiamo di questo. Non di far rinascere ovunque questo ente»
Gentile Direttore, definire le Province un “costo inutile” è uno slogan facile, ma fuorviante. Le Province non servono ovunque allo stesso modo: questo è un dato di...






