"Le Province non possono essere destinate a un eterno limbo, sono parte della Repubblica".
Lo ha detto il capo dello Stato, Sergio Mattarella, parlando alla Cerimonia di apertura dell'Assemblea generale delle Province italiane (UPI). "Ci sono interrogativi che è necessario superare con organici interventi legislativi", ha aggiunto.
"La Costituzione" indica che le province sono "enti autonomi con propri statuti, poteri, funzioni. Si tratta di previsioni che non possono essere accantonate", ha aggiunto il presidente della Repubblica.
Le Province, ha aggiunto Mattarella, "vivono tuttora una transizione incompiuta" e rimangono le "incertezze sul ruolo delle province sull'esercizio dei compiti da assumere e questo incide sull'intero complesso delle autonomie con problemi evidenti di coordinamento e di efficacia".
"Il rinnovato Titolo V della Costituzione, confermato dal referendum popolare del 2001, ha voluto collocare - ricordo nuovamente - come pietre angolari della Repubblica, con pari dignità, i Comuni, le Province, le Città metropolitane, le Regioni, lo Stato. Inoltre, l'art. 5 afferma: "La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali". Rimane dunque l'interrogativo di fondo: come adeguare le funzioni delle Province a quanto dispone la Costituzione? Non ci si può sottrarre al dovere di attuarla", ha detto ancora.








