Dopo tre tagli consecutivi la Federal Reserve ha deciso di mantenere il costo del denaro nell’intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%. La decisione è stata presa quasi all'unanimità dai dodici membri del Federal Open Market Committee (Fomc), nonostante Stephen Miran e Christopher Waller, i due membri più vicini a Donald Trump, abbiano chiesto un taglio dello 0,25%.
Nel comunicato pubblicato dopo la decisione, che era ampiamente attesa dai mercati, il Fomc sostiene che l’inflazione continua a essere «abbastanza elevata» e che «l’economia è cresciuta a un ritmo solido». La Federal Reserve ha anche parlato del mercato del lavoro sostenendo che la «disoccupazione ha mostrato segni di stabilizzazione» e che «l’aumento dei posti di lavoro è rimasto fermo». Gli analisti continuano a dire che la Fed ha mandato un segnale abbastanza chiaro e che è molto probabile che i tassi restino invariati anche la prossima riunione, con attese per soli due tagli nel 2026: questo perché ci sono al momento segni concreti di un’economia forte. In tutto questo anche il dollaro molto basso ha un importante ruolo, visto che la svalutazione della moneta darà maggiore forza alle esportazioni di prodotti americani.










