VENEZIA - Non solo gli atleti. «Durante le Olimpiadi, anche gli autori di minacce informatiche puntano all’oro»: a lanciare l’allarme sono gli analisti della Unit 42 di Palo Alto Networks, nel rapporto sui rischi telematici per Milano Cortina 2026. Nel mirino non ci sono soltanto gli obiettivi digitali insidiati da email truffaldine, bensì pure gli apparati fisici che gestiscono gli strumenti di pagamento come i terminali Pos delle biglietterie e le infrastrutture strategiche come le autostrade, le ferrovie, le metropolitane, le condotte dell’elettricità e dell’acqua. Criticità su cui vigilerà la sala controllo dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, nell’ambito del protocollo sottoscritto un anno fa con Fondazione Mico.
Allora il presidente Giovanni Malagò aveva spiegato di aver studiato l’esperienza delle ultime Olimpiadi Estive. I pirati del web hanno infatti una considerevole esperienza in materia, stando ai riscontri della società statunitense di sicurezza informatica: «Hanno interrotto il wi-fi e altre infrastrutture digitali durante Pyeongchang 2018. A Tokyo 2020, gli autori di minacce russe hanno tentato di sabotare le attività pre-Giochi. A Parigi 2024, abbiamo osservato un picco di tentativi DDoS (sovraccarico di connessioni per rendere inaccessibile un servizio, ndr.), di phishing a tema olimpico e di truffe». Secondo gli esperti, «con oltre 3 miliardi di persone in tutto il mondo che dovrebbero assistere ai Giochi, la posta in gioco è alta». E fa gola a tre categorie di criminali.











