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Dai tentativi di fermare la fiaccola alla manifestazione nei pressi della zona rossa per l'accensione del bracere: i pro Pal annunciano tre giorni di mobilitazione per disturbare l'avvio dei Giochi

Le frange antagoniste si stanno organizzando e sono pronte a provare il boicotaggio delle Olimpiadi di Milano-Cortina che sono ormai sulla linea di partenza, con la cerimonia inaugurale prevista per il 6 febbraio allo stadio di San Siro. "Da venerdì 6 a domenica 8 febbraio, tre giorni di lotta, convergenza, mobilitazione e sport popolare", annunciano dai propri canali dettando l'agenda di quelle che sono le iniziative che hanno organizzato per tentare di disturbare l'organizzazione. Ma al di là di quelle annunciate, sono quelle a sorpresa che destano maggior preoccupazione, anche se l'impianto di sicurezza predisposto per l'evento, per fare in modo che tutto possa scorrere liscio, è imponente.

"Giovedì 5 ci sarà il passaggio in diversi Comuni dell’hinterland milanese, prima di entrare a Milano lo stesso giorno in vista dell’accensione del braciere olimpico allo stadio Meazza nella sera di venerdì 6", si legge ancora nell'annuncio. Parole che presuppongono un obiettivo chiaro: interrompere il viaggio della fiamma olimpica. Ci hanno provato a più riprese durante il viaggio lungo l'Italia ma senza riuscirci e difficilmente ce la faranno ora che il viaggio è quasi giunto alla sua conclusione. "Ci uniremo dunque a quel vasto movimento di solidarietà con il popolo e la Resistenza palestinese che, lungo tutto il percorso della fiaccola olimpica, da Sud a Nord, nell’ultimo mese ha contestato il simbolo delle Olimpiadi sponsorizzate da ENI e Leonardo e la presenza dello Stato genocida di Israele nelle competizioni sportive internazionali", scrivono ancora.