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Dall’università Statale di Milano è partita la solita protesta di antagonisti e collettivi, che ha dato il via alla tre giorni di manifestazioni contro le Olimpiadi
La fiaccola olimpica è arrivata a Milano, dove domani verrà acceso il braciere durante la cerimonia di inaugurazione dei Giochi di Milano-Cortina. Come ampiamente annunciato alla vigilia, da oggi hanno preso il via le manifestazioni a latere della kermesse olimpica, organizzate dalle frange antagoniste che contestano l’organizzazione dei Giochi ma anche la presenza di Israele, l’impatto climatico e ambientale, la gentrificazione, l’edilizia e tutto ciò che riescono a inserire nel lungo elenco delle loro proteste. Questo pomeriggio la fiaccola ha attraversato le zone periferiche di Milano e in zona Sforza-Policlinico, davanti all’università Statale, c’è stata l’ennesima e prevedibile contestazione.
I soliti studenti fuori corso, esponenti dei centri sociali, realtà anarchiche e pro Pal si sono dati appuntamento per contestare il passaggio della fiaccola chiedendo che gli atleti di Israele vengano estromessi dalle Olimpiadi. “Si avvicina la fiaccola olimpica della vergogna, la fiaccola del silenzio, complice del genocidio e dell'apartheid che compie Israele a danno del popolo palestinese”, hanno detto al megafono mentre l’apparato si preparava ad accogliere la fiaccola al suo passaggio. “Di questo spettacolino non ci frega niente, sappiamo bene qual è il business di questa macchina. Le Olimpiadi più insostenibili della storia operano all'interno della macchina bellica”, hanno aggiunto per far sentire la loro presenza.






