E’ storia nota che la boxe è uno degli sport a cui è più difficile dire addio. Tanti campioni, anche grandissimi, non hanno resistito al fascino del ritorno. Un paio di esempi. George Foreman fu addirittura capace di riprendersi il titolo dei pesi massimi dopo oltre venti anni dall’ultima volta. E in casa nostra Sandro Mazzinghi, sette anni dopo aver chiuso la sua straordinaria carriera, non seppe resistere al fascino del ring e tornò per tre match, peraltro tutti vinti. Nella boxe attuale, il maestro di abbandoni e ritorni è però Tyson Fury. Trentasette anni, ricchissimo, una famiglia bella e numerosa (con la moglie Paris hanno 7 figli) rinuncia alla pensione dorata e per la quarta volta torna a combattere dopo aver annunciato il ritiro.
Tyson Fury, il pugile più istrionico dà l’addio alla boxe. Ma sarà vero?
di Luigi Panella
Messaggio a Usyk: “Dite al re che l’asso è tornato”
"Sono entusiasta di tornare. Il mio cuore è sempre stato e sempre sarà nella boxe. Qualcuno vada a dire al re che l'asso è tornato!", ha dichiarato, Riassumendo, l’asso sarebbe lui, il re non può che essere Oleksandr Usyk, il campione del mondo dei pesi massimi. Dopo la doppia sfida persa con l’ucraino, Fury aveva annunciato un ritiro che sembrava definitivo. In precedenza lo aveva fatto dopo aver riempito Wembley per il match con Chisora. Ancora prima l’istrionico "Gipsy King", alias che testimonia le sue origini gitane, era stato lontano per quasi tre anni dopo aver posto fine al regno decennale di Vladimir Klitschko. Lì però la storia era diversa, visto che il britannico era entrato in una spirale di depressione, alcol e consumo di droga che rendevano difficile ipotizzare un ritorno. Lui lo ha fatto, ha vinto, ha perso, ora è di nuovo in pista.









