Lo scorso 9 gennaio l’intelligenza artificiale Grok è salita agli onori della cronaca perché usata anche per creare immagini di nudo, avviando una polemica che è rimbalzata fino Bruxelles, spingendo la Commissione europea ad aprire un’indagine contro X (Twitter), piattaforma che integra l’IA oggetto della discordia.
Altrettanto ha fatto il procuratore generale della California Rob Bonta, che ha intimato a xAI, l’azienda che produce Grok e riconducibile al patron di X, Elon Musk, di fermare immediatamente la produzione e la diffusione di contenuti sessuali non consensuali (deepfake).
A poco più di due settimane di distanza, l’organizzazione no-profit Tech Transparency Project ha diffuso i risultati di uno studio relativo alle tante applicazioni IA che permettono, al pari di Grok, di creare immagini a sfondo sessuale al riparo da ogni forma di consenso.
La risposta di Google e Apple non si è fatta attendere ma Tech Transparency Project critica l’atteggiamento dei due giganti, ritenuto poco proattivo.
Oltre 100 app rimosse dagli Store










