Grok nel mirino dell’Unione europea. Oggi, lunedì 26 gennaio, la Commissione Ue ha avviato un’indagine sul chatbot di intelligenza artificiale di X, il social network in mano a Elon Musk, per la produzione di immagini (deepfake) con contenuti espliciti sessualizzati. A dirlo è Regina Doherty, membro del Parlamento europeo in rappresentanza dell’Irlanda.
L'indagine valuterà se X abbia rispettato i propri obblighi ai sensi della legislazione digitale dell’Unione (Digital Services Act), inclusi i requisiti relativi alla mitigazione del rischio, alla governance dei contenuti e alla tutela dei diritti fondamentali. Ma il rischio di innescare uno scontro con l’amministrazione Trump è dietro l’angolo.
Le reazioni
Da tempo, ormai, i deepfake sessuali su Grok sono oggetto di contestazioni e reclami. Perfino la madre di uno dei figli del patron di Tesla ha intrapreso una battaglia legale contro il chatbot. Sentita da Reuters, Doherty sostiene che «questo caso solleva seri interrogativi sul fatto che le piattaforme stiano rispettando i propri obblighi legali di valutare correttamente i rischi e di impedire la diffusione di contenuti illegali e dannosi».
L’oro non si ferma più e batte un altro record: superata la soglia dei 5.000 dollari l’oncia














