“Un sistema non riformabile, né migliorabile, ma da abolire”. Novantasette pagine frutto di diverse visite ispettive nei dieci cpr italiani, alcuni più volte visitati dalle delegazioni delle associazioni del tavolo asilo e immigrazione (Tai) accompagnate da parlamentari nazionali o europei o consiglieri regionali, centinaia di storie ascoltate, casi denunciati, registri di eventi critici e cartelle sanitarie (quando possibile) esaminate, una conclusione: “i cpr non rappresentano una distorsione accidentale del sistema, né il frutto di singole cattive gestioni, ma un’aberrazione strutturale”, al prezzo di mancate tutele – legali, sanitarie, umanitarie – e vite spezzate. E neanche servono davvero a realizzare l’obiettivo dichiarato di agevolare i rimpatri.

Un anno di lavoro, ispezionate in tutte le strutture

È questo il risultato di un anno di lavoro di un tavolo che tiene insieme associazioni con storia e profilo diverso, ma comuni sensibilità di fondo e un principio di base: “rifiutare l’idea che esistano vite sacrificabili e libertà negoziabile”. Una radiografia, ragionata messa insieme da decine di associazioni, sindacati e ong: A Buon Diritto, ACLI, Action Aid, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, Amnesty International Italia, ARCI, ASGI, Avvocato di Strada Onlus, Caritas Italiana, Casa dei Diritti Sociali, Centro Astalli, CGIL, CIES, CIR, CNCA, Commissione Migranti e GPIC Missionari Comboniani Italia, Comunità di Sant’Egidio, Comunità Papa Giovanni XXIII, CoNNGI, Emergency, Ero Straniero, Europasilo, FCEI, Fondazione Migrantes, Forum per cambiare l’ordine delle cose, International Rescue Committee Italia, INTERSOS, Legambiente, Medici del Mondo Italia, Medici per i Diritti Umani, Movimento Italiani senza Cittadinanza, Medici Senza Frontiere Italia, Oxfam Italia, Re.Co.Sol, Red Nova, Refugees Welcome Italia, Save the Children, Senza Confine, SIMM, UIL, UNIRE.Con i loro operatori specializzati – avvocati, medici, infermieri, mediatori, specialisti in tematiche migratorie – sono entrati, non senza difficoltà, nei cpr insieme ai rappresentanti istituzionali.