Nasce all’interno dell’offerta formativa dell’Università di Torino un master di II livello in Medicina di Montagna. A proporlo è Daniele Mancardi, professore di Fisiologia al Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche di UniTO. “L’idea è nata due anni fa – spiega Mancardi – quando all’Università di Milano ho partecipato con un collega ad una giornata dedicata all’emergenza in montagna: tema, ora come allora, esterno alla formazione universitaria”. Nel senso che in Italia sono, ancora oggi, le Guide Alpine del Piemonte ed il CAI (Club Alpino Italiano) ad insegnare soccorso alpino: nulla esiste a livello universitario.
Il corso proposto da Mancardi ad UniTO, in realtà, non possiede solo l’intento di istruire all’emergenza in montagna, risvolto comunque centrale nel nostro Paese, dato l’ampio arco montano presente. Basti pensare che soltanto nel 2024, infatti, 466 persone sono decedute su 11.789 persone soccorse per un totale di 12.063 missioni effettuate (report CNSAS, Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico). Il master di nuova istituzione pone l’accento non soltanto sulla montagna come sfida, ma anche sull’analisi dell’intervento sanitario nel complesso del territorio montano. “Penso alla montagna come luogo amico, in cui è possibile rigenerare mente e corpo”, spiega Mancardi. La montagna come cura, dunque, in tutte le sue possibili accezioni terapeutiche sia su persona sana sia su persona malata. “Senza dimenticare anche tutte le implicazioni sportive” continua. Pensiamo, infatti, a quanto sport può essere praticato in altitudine e a quanto sia fondamentale conoscerne ogni aspetto tecnico.






