Gli occhi dello squalo della Groenlandia (Somniosus microcephalus), l’animale più longevo del mondo che può vivere anche quattro secoli, illuminano la via della scienza verso la comprensione dei segreti di una vista sempre giovane.
Uo studio pubblicato su “Nature Communications” svela non solo che gli occhi di questo squalo ci vedono e bramano la luce, ma anche che conservano la loro vista nonostante vivano secoli in condizioni di semioscurità. Lo studio indica anche che il segreto di questa vista di ferro potrebbe nascondersi in potenti meccanismi di riparazione del Dna dai danni dell’invecchiamento che preserverebbero salute e longevità delle cellule retiniche. Lo studio è stato coordinato da Dorota Skowronska-Krawczyk, professore associato di fisiologia e biofisica dell'Università della California a Irvine: indicando su un video l'immagine di uno squalo che si muove nelle acque dell’Oceano Artico, ha affermato: "Vedi muovere l'occhio e lo squalo che segue la luce: è affascinante".
Gli squali artici utilizzati nel suo studio vivono al largo della costa della stazione artica dell'Università di Copenaghen sull'isola di Disko, in Groenlandia. Poco più di un anno fa un team internazionale di scienziati, tra cui gli italiani dell’Istituto di Biofisica del CNR e della Scuola Normale Superiore di Pisa, insieme con esperti tedeschi del Fritz Lipmann Institute on Aging (FLI) di Jena, aveva mappato per la prima volta il genoma dello squalo della Groenlandia: il suo codice genetico è lungo il doppio di quello di un essere umano ed è una delle più grandi sequenze genomiche animali studiata fino a oggi, con 6,5 miliardi di paia di basi. Studiarne il genoma consente di ricavare informazioni dettagliate sui meccanismi alla base della sua eccezionale longevità. Già in quell’occasione gli scienziati parlarono di efficaci meccanismi di riparazione dei danni al DNA che, in tutti gli organismi, con il tempo si accumulano, portando a malattie e morte.






