Iricordi della semifinale Champions del 2017 sembrano essere lontani, quando un giovanissimo Mbappé faceva impazzire la mitologica BBC con le sue giocate, ma nel Principato non si vive di passato. E anche per questo la Juventus non dovrà sottovalutare i biancorossi monegaschi che inseguono la qualificazione ai playoff in una stagione piena di problemi e difficoltà. Perché il modello Monaco resta sempre di attualità, per come sa unire i risultati sportivi ed economici grazie ad un mercato intelligente, con un giovane direttore generale brasiliano che fa gola anche ai principali club italiani.
Thiago Scuro, qual è la filosofia del suo Monaco?
«Il pilastro principale è il progetto sportivo: abbiamo un’idea chiara su come giocare e su questo cerchiamo giocatori e allenatori. Il gioco è il prodotto finale, che viene sviluppato dal lavoro e dalle idee. Per noi la formazione dei calciatori è importante: c’è molta attenzione nei giovani, da due anni reclutiamo anche da altri Paesi e oggi abbiamo la seconda squadra con giocatori che arrivano da Svizzera, Belgio e Italia. Per fare il Monaco forte e competitivo dobbiamo sviluppare qui i giocatori: non abbiamo i soldi per comprare ogni anno un fuoriclasse».







