CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - Nell’andirivieni di agenti e militari nella Conca d’Ampezzo, pare di capire che sarà più facile vedere in giro i pizzardoni, piuttosto che gli icers. In questi giorni lungo l’Alemagna, oltre che nei dintorni di corso Italia, è tutto un viavai di volanti, gazzelle, auto-civetta e con lampeggianti: del resto la Prefettura di Belluno aveva coordinato il faticoso reperimento di 720 posti-letto, dal 21 gennaio al 16 marzo, per le forze dell’ordine (in tutto 6.000 nelle tre regioni coinvolte) in arrivo da fuori provincia a supporto della sicurezza olimpica. Divise a cui il Comune ha aggiunto una raffica di vigili urbani, in convenzione con vari altri municipi del Veneto e dell’Italia, a cominciare da Roma Capitale. Al momento sembra invece che la famigerata Ice non salirà a Cortina, preferendo schierare i propri funzionari nella sala operativa del Consolato americano a Milano, anche se questo non basta a placare la bufera politica che infuria pure qui.
Ice (Immigration and customs enforcement) fa capo al Dipartimento di sicurezza nazionale degli Stati Uniti ed è divisa in due rami principali: Hsi (Homeland security investigations) per le attività di intelligence e Ero (Enforcement and removal operations) per gli arresti, i centri di detenzione e le espulsioni. La portavoce del dipartimento Tricia McLaughlin ha precisato che l’Hsi sta supportando Usa e Italia «per verificare e mitigare i rischi provenienti da organizzazioni criminali transnazionali». Ma l’immagine dell’agenzia federale rimbalzata dal Minnesota al Veneto è ormai tutt’altra, per cui l’intergruppo del centrosinistra in Consiglio regionale ha presentato un’interrogazione al governatore Alberto Stefani e all’assessore Lucas Pavanetto, così motivata dal presidente dem Giovanni Manildo: «Riteniamo del tutto inopportuno l'eventuale impiego degli agenti federali dell'Ice come forza di sicurezza a tutela della delegazione statunitense durante le Olimpiadi. Qualora la notizia fosse confermata, sarà necessario prendere una posizione netta contro quella che apparirebbe come una palese provocazione». Tiziana Basso, segretaria generale della Cgil Veneto, si è associata all’omologa lombarda Valentina Cappelletti per stigmatizzare «uno schiaffo istituzionale, che meriterebbe ben altra risposta rispetto alle vaghe dichiarazioni rese dal ministro Piantedosi».










