«La riforma portuale è necessaria, il coordinamento nazionale lo auspichiamo da sempre. Ma è un ruolo che deve gestire la politica non una Spa». A Luigi Merlo, il presidente onorario di Federlogistica, sono bastati pochi minuti a conclusione dell’assemblea nazionale della Federazione per lanciare non un sassolino ma un masso sulla strada del disegno di legge approvato dal governo che sta per iniziare il suo iter parlamentare. La discussione è aperta e ora tocca alle Camere valutare i contenuti anche se il viceministro al Mit Edoardo Rixi, intervenuto in apertura dell’assemblea di Federagenti, aveva puntualizzato che il testo non è immodificabile ma certamente non i pilastri portanti della riforma. I giochi sono aperti, insomma. Ma oggi chi decide sulla logistica? L’assemblea aperta dall’intervento di Pasquale Russo, presidente nazionale di Conftrasporto, ha avuto nella relazione del presidente Davide Faltieri il momento di sintesi più atteso. La logistica - è stato sottolineato - anche solo a livello europeo, con una evidente sottovalutazione, vale più di mille miliardi di euro, ma specialmente è stata ed è protagonista di una rivoluzione ancora poco percepita: ha cessato di essere un servizio, quasi un optional economico, per favorire il rapido scorrimento delle merci, ed è diventata la chiave di controllo di sistemi economici complessi e degli assetti geopolitici del mondo.
Logistica, fatturato a 112,4 miliardi (+1,9%): «La spinta è arrivata grazie agli Stati Uniti»
«La riforma portuale è necessaria, il coordinamento nazionale lo auspichiamo da sempre. Ma è un ruolo che deve gestire la politica non una Spa». A Luigi Merlo, il...







