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Ultimo aggiornamento: 17:25
In occasione della presentazione al Gambrinus del libro Sipario siciliano, alla presenza del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, l’autore Giuseppe Cerasa traccia un parallelo: “Napoli e Palermo sono gemellate nel bene e nel male”. Lo scrittore Maurizio de Giovanni ha pienamente condiviso il concetto: “Ho ritrovato Napoli in ogni pagina, un libro sull’amore verso la propria terra”. Nei giorni scorsi, come Isde – Medici per l’ambiente, abbiamo reso nota la tragedia dei picchi record di inquinamento dell’aria registrati a Napoli e Palermo per il 2025, per cui esiste un terribile e micidiale “gemellaggio” tra le due città, quello del record nazionali di biossidi di azoto, che uccidono tantissimo soprattutto a Napoli.
Sono ormai decine di anni che la città – per assenza di un minimo di decente prevenzione primaria e di dati sanitari, a Bagnoli e a Napoli est Porto, sull’eccezionale inquinamento industriale ancora del tutto irrisolto – registra picchi eccezionali (i peggiori di Italia) di patologie oncologiche ma anche di patologie cardiovascolari e infiammatore acute, conseguenza diretta di questo eccezionale inquinamento che mai chi (mal)governa la città ha neanche tentato di conoscere, se escludiamo lo studio Angir realizzato da noi Medici dell’Ambiente e dal sindaco De Magistris nel 2015.









