Il fatturato complessivo delle aziende italiane ad alto potenziale ha registrato una crescita di circa il 41%, passando da 2.012 miliardi di euro nel 2018 a 2.800 miliardi di euro nel 2024. Anche la redditività è migliorata, registrando un utile netto aggregato che è aumentato nominalmente di circa l'83%, passando da 89,6 miliardi di euro nel 2018 a 164,1 miliardi nel 2024. Sono i risultati della ricerca realizzata da Deloitte su un campione di oltre 45 mila aziende, che mostra l'andamento del sistema produttivo italiano "Con Why Italia siamo entrati in contatto con migliaia di imprese italiane, toccando con mano il potenziale straordinario del nostro made in Italy", ha spiegato l'amministratore delegato di Deloitte Central Mediterranean Fabio Pompei, sottolineando come non ci sia un elemento nello specifico "che può essere identificato come unico fautore di crescita". Tra questi, infatti, c'è anche l'occupazione che registra un aumento del numero dei dipendenti nelle aziende analizzate di oltre il 20%.
Si è infatti passati da 5,4 milioni a 6,5 milioni di addetti, con un incremento di più di un milione di posti di lavoro.
Secondo Pompei, una componente essenziale per affrontare le sfide del 2026 e degli anni successivi "è quella di una collaborazione sempre più forte tra pubblico e privato". Un tema portato al tavolo di discussione anche dagli ospiti in rappresentanza di specifici settori produttivi, tra cui quello agroalimentare e tessile. "La vera soluzione è che ci vuole una grande collaborazione - ha spiegato il presidente dell'Associazione produttori proteina del latte Ambrogio Invernizzi -, non solo tra le piccole e media imprese, ma l'intero sistema d'impresa italiano deve collaborare con le istituzioni pubbliche". Si tratta di un fattore necessario per il presidente di Confindustria Moda Luca Sburlati, "perché non possiamo permetterci - ha detto - che succeda alla moda quello che è successo all'automotive.








