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La diplomatica ha ricoperto varie cariche nelle istituzioni Ue per dodici anni, oltre a rappresentare il nostro Paese in Oman e in Bahrein

L'Iran è tornato al centro del dibattito internazionale, prima per la sanguinosa repressione delle rivolte contro il regime degli ayatollah - che secondo alcuni media avrebbe causato 40mila morti - e ora per la spinta di Roma e Berlino a Bruxelles per l'introduzione dei pasdaran, i guardiani della Rivoluzione islamica, nell'elenco delle organizzazioni terroristiche. Un presa di posizione, questa, che ha portato Teheran a convocare la nostra ambasciatrice nel Paese, Paola Amedei.

Nata a Roma nel 1964, Amedei ha iniziato la sua carriera diplomatica nel '92, dopo il master in Alti studi europei a Bruges. Il primo incarico è a Singapore, dove è stata capo dell'ufficio commerciale dell'ambasciata italiana nel Paese. Dal 2000 al 2012, ha ricoperto varie cariche all'interno istituzioni dell'Ue: quattro anni come primo segretario alla rappresentanza permanente del nostro Paese presso l'Unione, tre a Roma nella direzione generale per l'integrazione europea, poi ancora quattro a Bruxelles come coordinatrice della politica commerciale e delle relazioni transatlantiche. In questa veste, ha seguito i negoziati per gli accordi di libero scambio tra i 27 e Stati Uniti, Canada, Giappone, India, Corea e Mercosur.