Quando a febbraio il Parlamento europeo voterà in plenaria la revisione della European Climate Law, in gioco non ci sarà soltanto l’aggiornamento del percorso climatico al 2040. Quel voto dirà se l’Unione europea sia realmente in grado di sostenere obiettivi ambientali più ambiziosi, senza allargare la distanza tra norma e realtà. In questo passaggio, il recente rapporto dell’International Energy Agency “Cop28 Tripling Renewable Capacity Pledge 2025: Update” offre una chiave di lettura preziosa per misurare quanto l’Europa sia già avanzata sul terreno delle rinnovabili e dove, invece, emergano i nodi che renderanno decisivo il confronto parlamentare delle prossime settimane.
Sul fronte delle rinnovabili, calcola l’Agenzia, le ambizioni aggregate dei Paesi europei superano 1.630 GW di capacità al 2030, più del doppio rispetto ai livelli del 2022. A indicarlo sono i Necp (National Energy and Climate Plans), i piani nazionali operativi, con orizzonte decennale 2021–2030, che traducono gli obiettivi climatici dei governi europei in numeri, tecnologie e investimenti. A fine 2024, oltre il 60% della capacità prevista al 2030 risulta già installata, segno che la crescita delle rinnovabili è entrata in una fase strutturale, almeno sul versante della generazione elettrica.






