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27 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:35

“Per ora non posso giocare in Italia, ma sicuramente non volevo stare con le braccia conserte ad aspettare un cambio di regolamento“. Edoardo Bove riparte dal Watford, in Championship, a distanza di più di un anno da quel Fiorentina–Inter dell’1 dicembre 2024 in cui il 22enne si accasciò al suolo in arresto cardiaco, facendo temere il peggio per qualche attimo. E lo farà in Inghilterra perché il regolamento – visto il defibrillatore sottocutaneo – non gli consente di giocare in Italia. “In futuro non so cosa accadrà, ma tengo a specificare che il Watford non è una seconda scelta. Era già un mio obiettivo giocare in Inghilterra: mi piace il calcio inglese, il ritmo”, ha dichiarato Bove in un’intervista a Sky Sport.

La legge italiana infatti non permette di svolgere attività agonistica con l’apparecchio in questione. In Inghilterra invece potrà giocare senza problemi. Ma perché? In Italia la responsabilità diretta è a carico del medico sportivo che concede l’idoneità. In Inghilterra invece Bove ha firmato una dichiarazione in cui si assume tutti i rischi e la responsabilità è soltanto sua. “Mi sento abbastanza in controllo delle mie scelte: ho avuto molto tempo per pensare e stare con me stesso. Ho coltivato anche altre passioni oltre al calcio. Ora sono felice di ripartire: mi mancava qualcosa, sono contento di riportare il calcio al centro della mia vita e poter stare di nuovo in uno spogliatoio“, spiega l’ex centrocampista di Roma e Fiorentina.