Tutto comincia negli anni Novanta, quando migliaia di rifugiati fuggono dalla guerra civile somala. Agenzie federali e organizzazioni no-profit li accolgono nel Midwest, attratti da un’economia solida e da una rete di supporto già esistente. Cedar-Riverside, nel cuore di Minneapolis, si trasforma in «Little Mogadishu»: un quartiere di mercati halal, ristoranti, negozi e centri comunitari. Ma dietro la facciata di vitalità commerciale si nascondono squilibri evidenti.