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26 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 14:53

È lo Stato che vota democratico continuativamente da più di tutti gli altri: da quasi 50 anni – per ben tredici elezioni presidenziali, dal 1976 al 2024 – il Minnesota ha sempre scelto i candidati liberal, così come ha fatto Minneapolis dal 1977. Questa è la quinta grande città a essere presa di mira dalla repressione dell’immigrazione di Trump, dopo la sua promessa elettorale di avviare la più grande operazione di deportazione di migranti clandestini della storia. Quella nelle Twin Cities – Minneapolis e St Paul – è iniziata il 1°dicembre, “Operation Metro Surge”. Il braccio armato della sua strategia è l’Ice (Immigration and Customs Enforcement), nata nel 2003 come forza anti-terrorismo e ora incaricata di rastrellamenti di presunti migranti illegali, che di fatto agisce impunita. A partire da gennaio, solo a Minneapolis, ha ucciso Renee Nicole Good e Alex Pretti, due cittadini americani, entrambi 37enni, che stavano assistendo alle loro azioni per le strade della città. La Casa Bianca si è affrettata a difendere gli agenti, invocando legittima difesa. In entrambi i casi, però, le immagini raccontano che per gli agenti non c’era alcuna minaccia. Ma perché Trump ha preso di mira proprio il Minnesota?