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28 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 13:19

“Viene da un Paese che è un disastro, non è nemmeno un Paese, francamente”. Poche ore prima dell’attacco alla deputata somalo-americana del Minnesota Ilhan Omar, figura di spicco della sinistra americana di origine somala, Donald Trump l’ha insultata, di nuovo, nel corso di un comizio in Iowa. E ha dichiarato che sarà stata lei stessa a ordire la finta aggressione, dopo la diffusione del video con un uomo che le spruzza un liquido da una siringa. Le offese del presidente a lei e alla sua comunità di origine – definita “spazzatura” – non sono una novità. Il presidente Usa ha insinuato che Omar sia coinvolta nello scandalo dei sussidi pubblici esploso nello Stato delle Twin Cities – dove vive il maggior numero di somali di tutto il Paese, circa 80mila – nel 2023 e ha sollevato dubbi rispetto al patrimonio suo e del marito passato da circa 50mila dollari a una cifra milionaria in poco tempo. Ma nei confronti della deputata non è mai stata formalizzata nessuna accusa. Nei giorni scorsi, Trump ha poi approfittato anche del palco di Davos per rincarare la dose contro la comunità somala. “La situazione in Minnesota – aveva detto nei giorni scorsi quando 3mila agenti dell’Ice stavano procedendo ad arresti di massa – ci ricorda che l’Occidente non può importare in massa culture straniere, che non sono riuscite a costruire una società di successo da loro”. “Noi abbiamo i somali – aveva aggiunto facendo un riferimento specifico – che vengono dalla Somalia che non è neanche una nazione, non c’è nulla”. E ha poi insultato gli immigrati somali come “persone dal basso quoziente intellettivo” e “pirati”. “Potete crederci? la Somalia, alla fine viene fuori che hanno un quoziente intellettivo più alto di quello che credevo, io ho sempre pensato che questi lo avessero basso. Come hanno fatto ad andare in Minnesota e rubare tutti quei soldi?”, ha detto riferendosi all’inchiesta sulle frodi.