MESTRE (VENEZIA) - «Che tempo fa da queste parti? Siamo a -10, però quelli percepiti sono -17. Sto camminando su una lastra di ghiaccio... Ho sempre amato il freddo, i Paesi nordici».
Dev'essere una maledizione soffrire il caldo e, di lavoro, fare il fornaio. Ma la vera maledizione, quella che lo ha convinto a 57 anni a cambiare città, Paese e, soprattutto, clima, è stata l'impossibilità di continuare a fare il suo lavoro a Mestre, cioè produrre pane (e dolci) di qualità come gli era stato insegnato dal papà e dal nonno, e prima ancora dal bisnonno. Perché quello degli Anzanello è un cognome storico in città, sinonimo di panificatori da ben quattro generazioni. Ma Fabio Anzanello, praticamente in quattro mesi, ha deciso di cambiare vita e trasferirsi a Trondheim, terza città della Norvegia, per continuare la sua attività di fornaio, chiudendo prima il negozio con caffetteria e pasticceria di via Fapanni (prima era in via Pio X) e, da qualche settimana, anche il panificio di via Miranese, di fronte al supermercato Cadoro a Chirignago, dove ha tappezzato le vetrine di manifesti con scritto "Chiuso per trasferimento aziendale. Per chi vorrà, ci vediamo in Norvegia". Da "Anzanello Natale Il Fornaio" a "Ånzånëllø Bakery" come se niente fosse.






