Il luogo fa parte del mito fondativo del berlusconismo, quel teatro Manzoni dove Silvio strutturò la sua immagine di imprenditore per una Milano che guardava al mondo attraverso la televisione e la cultura. Le persone sono giunte in grande afflusso, circa 1.500. Forza Italia ha svolto così la tappa milanese del suo “road to Valori”, una tre giorni che ha accompagnato l’agenda politica alle soglie del 32esimo anniversario della discesa in campo del fondatore, che cade oggi.

Ieri, il segretario Antonio Tajani ha rilanciato l’idea di un partito che vuole estendere il proprio bacino elettorale, anche andando ad insistere in quell’area di moderati di sinistra oggi in rotta di allontanamento dal campo largo. «Come Forza Italia abbiamo fatto tutto, ma potremmo fare ancora di più se saremo in grado di allargare i nostri confini, se saremo in grado di essere più forti all’interno della coalizione, ma andando anche ad occupare spazi che oggi sono lasciati liberi. Il centrosinistra è morto, c'è soltanto la sinistra», sottolinea il ministro degli Esteri.

Ci sono tanti elettori ex democristiani, ex socialisti odi famiglie ex democristiane, ex socialiste che sono rimasti da soli. A esplicitare il senso di questo, alla convention di ieri c’era il leader di Azione Carlo Calenda. «Se son rose fioriranno», dice Tajani, ricordando l’accordo già stretto in Basilicata, a sostegno dell’azzurro Vito Bardi.