Segnatevi questi nomi: la skipper Alexia Barrier, Dee Caffari, Annemieke Bes, Rebecca Gmür Hornell, Deborah Blair, Molly LaPointe, Támara Echegoyen e Stacey Jackson. Sono le prime donne ad aver completato il Trofeo Jules Verne, vale a dire il giro del mondo in equipaggio non stop. Lo hanno fatto con il maxi-trimarano Idec Sport (quello di Francis Joyon che deteneva il record dal 2017, appena stato distrutto da Thomas Coville e il team di Sodebo Ultim 3 con 40 giorni di percorrenza), impiegando 57 giorni e 21 ore.
Tempeste e avarie
Ci sono voluti 27 anni per l’impresa. Ci aveva allora già provato Tracy Edwards, sempre con un equipaggio tutto femminile, che dovette però arrendersi nel Pacifico dopo aver disalberato con il catamarano Royal & Sun Alliance. Ora, ci è riuscita Alexia Barrier, una veterana dell’Oceano che ha corso nella Mini Transat, nella Jacques Vabre e nel Vendée Globe 2020–2021, tanto per citare alcune delle sue regate. Ma anche una attivista ambientale, che ha fondato nel 2009 l'associazione 4myplanet, impegnata nella salvaguardia dell’Oceano.
Barrier, che è francese, ha chiamato a raccolta altre sette donne, tutte veliste provette ed è salpata. Era il 28 novembre al largo di Ouessant, luogo di correnti e tempeste. Il 7 dicembre, dopo otto giorni e tre ore di navigazione cercando di non rompere nulla, erano già all’Equatore. E poi, già, verso il Brasile e la virata su Capo di Buona Speranza, che passano nel 17° giorno di mare. Quindi l’Indiano, che vede Idec Sport traguardare Capo Leeuwin, dopo 25 giorni dallo start e coprendo sino a 700 miglia in 24 ore a oltre 27 nodi di media nelle forti brezze di nord ovest. Ma non è stato gratis: per colpa di una rete da pesca, la barca subisce un’avaria al foil di destra.






