Roma, 26 gen. (askanews) – Sostenere di più l’agricoltura nelle regioni remoti e insulari dell’Unione Europe, riconsiderando “il sostegno finanziario dell’Ue alle attività tradizionali, accrescendo la diversificazione animale e vegetale e valutando meglio i vantaggi per gli utilizzatori finali a fronte del sostegno alle importazioni”. E’ quanto emerge da una nuova relazione della Corte dei conti europea. Il nuovo audit condotto dalla Corte si concentra sui programmi POSEI di Francia, Spagna e Portogallo nel periodo 2019-2023.

Ogni anno l’UE eroga, attraverso il POSEI, fino a 653 milioni di euro per rispondere alle esigenze specifiche delle regioni ultraperiferiche e in particolare la lontananza, l’insularità e la dipendenza dalle importazioni. Questo strumento si applica alle regioni ultraperiferiche di tre Stati membri dell’UE: Francia (Guadalupa, Martinica, Guyana francese, Riunione, Saint-Martin e Mayotte), Spagna (isole Canarie) e Portogallo (Azzorre e Madera). I principali settori agricoli tradizionali in queste regioni sono quello delle banane, dello zucchero e della canna da zucchero, del latte, della carne e dei pomodori.

“Il programma POSEI dell’UE ha fornito un sostegno importante alle regioni ultraperiferiche e ha aiutato alcuni settori a restare competitivi, ma senza prestare attenzione alla sostenibilità a lungo termine”, ha detto Klaus-Heiner Lehne, il Membro della Corte responsabile dell’audit.