Un ampio studio, condotto su oltre un milione di persone, ha permesso di mappare le ragioni per cui molti cittadini hanno inizialmente esitato di fronte al vaccino contro il Sars-Cov-2, il virus responsabile di Covid-19. I ricercatori del progetto React hanno incrociato le risposte ai sondaggi con i dati raccolti dal servizio sanitario nazionale britannico (Nhs), concludendo che l’esitazione vaccinale è un fenomeno fluido e articolato che risponde a dinamiche sociali, psicologiche e demografiche molto diverse tra loro. Ecco le categorie di motivazioni individuate.

Dai timori medici ai motivi pratici

La preoccupazione più diffusa che ha portato le persone a scegliere di non vaccinarsi (almeno in un primo momento) ha riguardato i dubbi sull’efficacia e i possibili effetti collaterali, sia a breve che a lungo termine, del vaccino: molti preferivano "aspettare e vedere" quanto bene funzionasse il vaccino sugli altri prima di riceverlo in prima persona.

Alcune persone sono state guidate da preoccupazioni personali, legate a condizioni cliniche preesistenti, possibili reazioni allergiche o malori dopo la somministrazione, oppure in presenza di condizioni specifiche (e limitate nel tempo) come la gravidanza e l’allattamento. C’è stato anche chi ha riferito di evitare la vaccinazione per paura degli aghi o del dolore, o perché in precedenza aveva manifestato reazioni avverse ad altri vaccini.