La chiamano la «signora dei codici» perché Isabella Tovaglieri fa della sua passione giuridica - è uno degli avvocati più affermati nel panorama italiano - una sorta di carburante per la politica. Sta a Strasburgo, eletta con un profluvio di preferenze per il secondo mandato, nel gruppo dei Patriots, i «Patrioti». Parola che a lei piace molto perché da leghista considera le patrie, i territori e le comunità i «luoghi» della vera azione politica. E con questo spirito ha vissuto le fasi del voto sul trattato del Mercosur senza il timore di rompere un accordo politico nazionale: lei ha difeso gli interessi degli agricoltori e dei territori. Ma ora c’è un’altra sfida lanciata sul piano legale dalla Commissione che, incurante del voto dell’Eurocamera che ha rimandato i trattati alla Corte europea, vuole attuare l’accordo in via provvisoria. Ecco cosa ne pensa l’avvocato delle cause difficili: no al Green deal, no al velo islamico, no al Nutriscor, ai grilli e alla carne coltivata. Ma no anche a chi vorrebbe, sull’altare dell’export senza se e senza ma, sacrificare il valore agricolo.
La Lega è soddisfatta per il rinvio dell’accordo col Mercosur alla Corte di giustizia dell’Unione europea, con sede in Lussemburgo: quali sono i motivi?






