Roma, 26 gen. (askanews) – In questo momento, milioni di rifugiati e sfollati stanno affrontando temperature rigide in ripari di emergenza, abitazioni danneggiate o alloggi precari, senza riscaldamento, elettricità o risorse sufficienti per proteggersi dal freddo. In contesti segnati da conflitti o crisi prolungate, il gelo non è solo una difficoltà stagionale, ma un pericolo reale per la sopravvivenza, soprattutto per bambini, anziani e persone con disabilità. Un rischio aggravato dai drastici tagli agli aiuti umanitari che stanno compromettendo la capacità di UNHCR di fornire aiuti salvavita. Per rispondere a questa emergenza, da oggi e fino al 15 febbraio UNHCR promuove la campagna “Ferma il Gelo”, con l’obiettivo di raccogliere fondi per fornire aiuti essenziali durante l’inverno a persone rifugiate e sfollate in 7 Paesi: Afghanistan, Siria, Ucraina, Giordania, Libano, Pakistan e Moldavia. Il numero da comporre per le donazioni, da fisso o mobile, è il 45588.

In molte aree di crisi, l’inverno arriva quando le risorse sono già al limite. In Ucraina, 2,5 milioni di case sono state distrutte o danneggiate, moltissime famiglie stanno affrontando temperature sottozero senza elettricità e riscaldamento a causa degli attacchi alle infrastrutture energetiche. 12,7 milioni di persone hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria. In Siria, nel 2025, 1,9 milioni di sfollati interni sono tornati nelle loro aree di origine, mentre 1,2 milioni di rifugiati sono rientrati dall’estero, ma trovano un Paese devastato, nel quale 1 casa su 3 è inabitabile e i servizi essenziali sono ridotti al minimo. 16,5 milioni di persone hanno bisogno di assistenza, la metà sono bambini. L’Afghanistan affronta una crisi umanitaria sempre più grave, tra deterioramento dei diritti umani, servizi al collasso e disastri naturali. In questo contesto, i ritorni – anche forzati – continuano: nel 2025, oltre 2,8 milioni di persone sono rientrate da Iran e Pakistan. La loro condizione è estremamente difficile: moltissimi vivono in abitazioni di fango, solo una minoranza in case di cemento, in un Paese in cui le temperature possono scendere fino a -25 gradi.