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Il "campo largo" contro un’attività formativa delle Camere penali. Frassinetti (Fdi): "Il ministero non c’entra niente"

Il comitato del No naviga tra bufale, interviste inventate e torsioni delle leggi. L'ultima fake arriva da Catanzaro. Sinistra e stampa di area si tuffano: il ministero dell'Istruzione promuove nelle scuole il Sì al referendum sulla separazione delle carriere. Il pretesto è un'attività formativa promossa dalla Camera Penale di Catanzaro in collaborazione con l'Osservatorio Miur (che non è un ente del ministero) per l'incontro «Il diritto di avere diritti».

Pd, Anm e M5s attaccano a testa bassa. «La scuola pubblica deve restare un luogo di formazione critica, pluralista e autonoma. Ogni tentativo di utilizzare le aule scolastiche come veicolo di orientamento politico o referendario è inaccettabile» - affondano il colpo i parlamentari delle Commissioni Cultura del Movimento 5 Stelle. Il Pd non è da meno. Debora Serracchiani, la responsabile Giustizia, si infervora: «Normale fare propaganda politica, per di più referendaria, utilizzando progetti che operano dentro le scuole?». Ecco l'Anm che arriva: «Anche noi, giudici e pubblici ministeri, avremmo partecipato con vivo entusiasmo, qualora coinvolti, agli incontri preparatori dell'elaborato, offrendo il nostro contributo allo sviluppo di un pensiero critico da parte delle studentesse e degli studenti. La formazione degli alunni su un tema così cruciale - sostengono le toghe catanzaresi - impone ancor più il rispetto del pluralismo delle idee e reclama il necessario contributo di tutti gli attori della giurisdizione».