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Il discorso in Aula contro la separazione delle carriere visto come un segnale sul referendum
A ll'interno della magistratura, in particolare tra le correnti di punta dell'Anm, circola un timore: che nello scontro epocale col governo sulla riforma costituzionale della Giustizia non tutto il Partito democratico sia pronto a fare fino in fondo la sua parte per sbarrare la strada alla riforma. Che ad alzare le barricate contro la separazione delle carriere e il sorteggio del Csm rimangano solo i fedeli della segretaria Schlein, mentre il pezzo più garantista del partito potrebbe defilarsi dalla battaglia nel momento decisivo: il referendum che, verosimilmente nella primavera prossima, chiamerà gli italiani a decidere la sorte della riforma. Una sconfitta in quel referendum, per l'Anm sarebbe una catastrofe irrimediabile. Per avere una qualche speranza di successo, all'Anm serve che l'opposizione sia compatta e determinata. E il timore è che non lo sia.






