Economia quasi ferma. Il prezzo del petrolio non scende più, il dollaro debole compromette l’export, i casi di Venezuela e Groenlandia alimentano l’incertezza che in Italia spinge le famiglie a risparmiare, frenando i consumi. In positivo agisce l’ultima accelerazione sul Pnrr, la riduzione dei tassi sovrani, la risalita del credito. L’industria resta volatile, gli investimenti sono l’unica spinta per il pil.

È il quadro che emerge da Congiuntura Flash, messa a punto dal Centro studi di Confindustria. Il trend al ribasso del petrolio si è invertito a inizio 2026, il gas è su livelli più che doppi rispetto al 2019. I tassi sono in calo e gli spread più stretti, i tassi della Bce sono attesi fermi e i mercati si aspettano una pausa da parte della Fed: la possibilità di altri due tagli è slittata tra giugno e dicembre.

Investimenti

Gli investimenti sono in espansione: nel quarto trimestre 2025 alcuni indicatori confermano la fase positiva degli investimenti in impianti- macchinari e in costruzioni, anche il credito bancario cresce, anche se il costo per le imprese non scende più. A dicembre però si è ridotta la fiducia delle imprese di beni strumentali e costruzioni.

Propensione al risparmio da record